Quando le parole non bastano, la musica può diventare un ponte.

Musicoterapista

Isidoro Concas

Musicoterapeuta

È da qui che nasce il mio lavoro al Centro Metis.

Sono il musicoterapeuta del centro e mi occupo di accompagnare bambini, ragazzi e giovani adulti neuroatipici (autismo, ADHD, DSA, plusdotazione e altre peculiarità) in percorsi in cui il suono, il ritmo e la musica diventano strumenti concreti per stare meglio, conoscersi e conoscere il mondo.

Cosa facciamo in musicoterapia

Nei percorsi individuali e di piccolo gruppo utilizzo:

  • strumenti musicali semplici (percussioni, piccoli strumenti melodici, oggetti sonori);
  • voce, respiro e corpo (battito delle mani, passi, movimento);
  • ascolto guidato (brani scelti insieme, in base alla sensibilità della persona).

Non è necessario "saper suonare":
qui la musica non è performance, ma relazione.

Attraverso attività strutturate e momenti più liberi lavoriamo su:

  • regolazione emotiva: riconoscere e modulare rabbia, ansia, frustrazione, eccitazione;
  • attenzione e funzioni esecutive: seguire il ritmo, rispettare turni, iniziare e concludere un compito;
  • comunicazione: esprimere bisogni, stati d'animo e pensieri anche quando è difficile farlo con le parole;
  • integrazione sensoriale: usare suoni, silenzi e vibrazioni per favorire calma o attivazione in modo graduale e rispettoso;
  • autostima e senso di efficacia: sperimentare che "riesco a fare", "posso creare qualcosa di mio".

Musicoterapia e neuroatipicità

Per molti studenti neuroatipici, la musica è:

  • un linguaggio più immediato di quello verbale;
  • un contesto con regole chiare e ripetibili (il ritmo, la struttura di un brano);
  • uno spazio dove non ci sono voti né giudizi, ma esplorazione e curiosità.

In caso di:

  • autismo, la musicoterapia può favorire contatto, previsione, turnazione e condivisione in modo graduale e concreto;
  • ADHD, lavoriamo molto su ritmo, attesa, inizio/stop, canalizzando l'energia senza spegnerla;
  • DSA, la musica offre canali alternativi per rafforzare attenzione, memoria e motivazione allo studio;
  • plusdotazione, diventa uno spazio protetto in cui esplorare intensità emotiva, perfezionismo e sovraccarico cognitivo.

Il mio ruolo dentro il Centro Metis

All'interno del Centro Metis collaboro con tutor dell'apprendimento, arteterapeuta, teatro e altre figure del centro per:

  • costruire percorsi condivisi attorno alla persona, non alla diagnosi;
  • integrare ciò che succede in stanza di musicoterapia con scuola, studio e vita quotidiana;
  • offrire ai genitori momenti di confronto e restituzione, per tradurre l'esperienza musicale in strategie concrete a casa.

La musica, in questo contesto, non è un'attività "in più", ma un tassello importante di un percorso che guarda alla persona nella sua interezza: corpo, emozioni, apprendimento, relazioni.

Se senti che la musica potrebbe aiutare tuo figlio (o te)

Se tuo figlio fatica a esprimersi, a gestire le emozioni, a stare dentro le richieste scolastiche o sociali…
o se senti che avrebbe bisogno di uno spazio diverso, non basato solo sulle parole, la musicoterapia può essere un buon punto di partenza.

  • per ascoltare la vostra storia,
  • per mettere ordine tra diagnosi, esigenze, fatiche quotidiane,
  • per capire insieme quale percorso può aiutarvi a respirare un po' di più.

Da lì, costruiremo un percorso su misura, rispettoso dei tempi, delle sensibilità e delle risorse di chi si siede in stanza con me.